Campanile di Caorle

Storia, arte e architettura del simbolo per eccellenza della città di Caorle, il maestoso campanile cilindrico del Duomo.

 

Storia e architettura

La costruzione del campanile

Il Campanile del Duomo di Caorle è certamente uno dei simboli, se non il simbolo per eccellenza, della cittadina marittima; da secoli, infatti, la sua struttura cilindrica domina il centro storico e le campagne circostanti. La costruzione del campanile così come è possibile ammirarlo oggi risale all'XI secolo; tuttavia si è certi di una struttura preesistente, risalente almeno al IX secolo, sia per la presenza di un complesso di edifici sacri anteriore all'attuale Duomo (e sopra le rovine del quale l'attuale edificio è stato costruito) sia per la presenza di una fascia di mattoni in pietra d'Istria, che rende diversa la base della torre rispetto al resto della struttura e ad esso sicuramente posteriore. Si ritiene che il campanile possa essere stato costruito sopra le rovine di un faro o di una torre di avvistamento dell'antica cittadina caprulana: la posizione rispetto al mare rende, infatti, plausibile la costruzione di una torre di vedetta che potesse consentire di vedere in anticipo possibili invasori quali pirati o popolazioni straniere; altri storici hanno supposto che si trattasse di una delle torri di rinforzo alle mura cittadine. Proprio la fascia di mattoni bianchi che formano il registro inferiore e specialmente il basamento del campanile sarebbero i resti di quella antica costruzione. Dai restauri effettuati a partire dagli anni 20 del XX secolo è certa l'esistenza di un complesso di edifici sacri, con una antica basilica datata VII secolo, una chiesetta più piccola, la chiesa Delle Grazie, che vi sorgeva davanti e una torre cilindrica, edifici tutti collegati da un porticato; nelle foto di inizio secolo, infatti, è possibile intravvedere i resti di quell'atrio, con un piccolo arco che unisce l'ingresso della navata laterale destra del Duomo al campanile stesso. Dal rinvenimento del perimetro della chiesa Delle Grazie nel 1999, è più che probabile che tale edificio fosse addossato al campanile dalla parte dell'abside maggiore, che dava a sud, mentre l'entrata si trovava verso nord. A testimonianza di ciò vi sarebbe il grande arco che si può ben notare nella parte del campanile che si affaccia a nord; la sua realizzazione si rese necessaria per scaricare il peso della struttura soprastante ai lati dell'abside maggiore della chiesa Delle Grazie; inoltre  la porzione del campanile  che si trova  sotto tale arco è  rivestita di  mattoni in

cotto, a differenza del resto del registro inferiore, rivestito in pietra d'Istria, opera probabilmente posteriore al 1818, anno in cui la chiesa/battistero venne demolita. Con la costruzione del nuovo edificio nell'XI secolo è stato quindi probabilmente innalzato un nuovo campanile, lo stile del quale presenta diversi punti di contatto con il Duomo stesso: uno su tutti il motivo delle bifore, presente nei registri superiore, mezzano ed inferiore, è ripreso tale e quale nell'alternarsi degli archi che separano le tre navate del Duomo. La struttura originaria del campanile fu oggetto di diverse modifiche nel corso dei secoli; alcuni tra i vescovi di Caorle, che più si adoperarono per il restauro degli edifici sacri, ne rinforzarono la struttura. Dagli atti della visita del vescovo Giovanni Vincenzo De Filippi (1718-1738) si sa che il campanile era dotato di un orologio interno per battere le ore; tuttavia lo stesso vescovo De Filippi stabilì che fosse costruito un nuovo orologio, con quadrante esterno, in modo da essere funzionale per la vita dei contadini nei campi e dei pescatori in mare e potesse richiamare i fedeli alle funzioni religiose. Tale orologio, ancora visibile nelle foto dei primi anni del 1900, fu asportato per ridonare alla torre l'aspetto originario. Dalle visite dei vescovi Francesco Andrea Grassi (1700-1712) e De Filippi si sa che, fino alla prima guerra mondiale, il campanile del Duomo era dotato di quattro campane in bronzo, che fornivano "satis boni concertus et armoniae". Esse erano suonate tramite corde che, dalla cella campanaria situata all'ultimo piano, raggiungevano il fondo della struttura. Le campane, così come quelle del campanile del Santuario della Madonna dell'Angelo, furono asportate dagli austriaci per costruire armi nel 1917.

Il campanile attuale

Dopo la soppressione della diocesi all'inizio del 1800, venuto a mancare l'appoggio dei vescovi che unici potevano provvedere a qualche restauro delle chiese e degli edifici sacri (data l'estrema povertà in cui versavano i caorlotti), nulla più poteva opporsi al degrado del tempo. La chiesa Delle Grazie, gli oratori di San Rocco e dell'Assunta e la piccola chiesetta di San Marco, che sorgeva all'inizio della Calle Lunga, in quello che oggi è rimasto il Campo San Marco, vennero demolite e alla stessa sorte sembrava ormai destinato il campanile del Duomo. Dalla visita del primo patriarca di Venezia da quando il territorio di Caorle fu inglobato nel patriarcato, Janos Laszlo Pyrker, scrisse, negli atti della sua visita pastorale, che soltanto il Duomo, di tutte le chiese cittadine, era in un degno stato di conservazione. La sollecitudine di alcuni caorlotti e dell'ufficio della Regia Soprintendenza artistica di Venezia riuscirono, tuttavia, a salvare il campanile di Caorle da morte certa; i restauri iniziarono nel dicembre del 1912: vennero rimossi i manufatti in muratura che accecavano molte delle finestre della torre, i tiranti in ferro esterni ed il quadrante dell'orologio e fu ridonata al campanile l'armoniosità originale. Oggi il campanile si presenta in tutta la sua maestosità: di forma cilindrica e sormontato da una cuspide conica, che lo differenzia da tutti gli altri esempi di torri cilindriche sorte in Italia nel Medioevo. La struttura è separata in diversi registri da una serie di finestre che si aprono in armoniosa alternanza: nel basamento, come accennato sopra formato da mattoni bianchi in pietra d'Istria, si aprono solo tre monofore, di cui due nel lato sud ed una nel lato ovest. Quindi una modanatura di mattoni disposti a dente  di sega introduce  ai registri

superiori: procedendo dal basso si hanno dapprima quattro bifore, con eleganti colonnine di forma ottagonale, disposte all'incirca nelle direzioni dei quattro punti cardinali; poi otto monofore a distanze regolari, una per ogni ottante della rosa dei venti; quindi un'altra modanatura a dente di sega introduce alla grande loggia centrale, in cui otto bifore sono alternate a monofore cieche, tutte sostenute da colonnine ottagonali e sorrette da frammenti lapidei con motivi floreali; sopra ancora otto monofore; infine, separata da una modanatura di mattoni che disegnano dei triangoli rovesciati, si ha la cella campanaria, in cui si aprono altre quattro bifore. Analizzando la disposizione delle finestre, si riconosce un andamento a specchio, dove la riflessione si ha rispetto alla loggia centrale. Anche la cuspide risulta suddivisa in tre settori separati da modanature varie; all'estremità, su un'ogiva di marmo, è posta una croce in ferro, con una bandiera segna-vento sulla quale è ricavata l'immagine di Santo Stefano Protomartire.

Caratteristiche e interno

Il Campanile del Duomo di Caorle è alto 44 metri ed è internamente suddiviso in otto piani, separati da solai in cemento sostenuti da travi che rinforzano la struttura, ad eccezione del secondo piano, dotato di un solaio ligneo. Con dei lavori svoltisi nel 2011 il campanile è stato dotato di scale a chiocciola che collegano i solai che vanno dal primo fino al sesto piano; la scala che dal piano terra conduce al primo piano è lignea, mentre la scala che dal sesto piano conduce al settimo piano, ossia la cella campanaria, è ancora oggi a pioli ed impraticabile al pubblico. Nei solai si possono ancora oggi vedere i buchi attraverso i quali passavano le corde che permettevano di suonare le campane a mano, rimosse dopo la realizzazione del sistema di elettrificazione. Dall'interno ci si può rendere conto della statica innovativa della struttura; per non fare in modo che tutto il peso della struttura gravi sulle colonnine che ornano bifore e loggia campanaria, esse sono contenute all'interno di un arco, che scarica il peso all'esterno; le uniche colonne che realmente sorreggono peso sono quelle delle bifore della loggia campanaria, dove il peso da sostenere è, a quel punto, solo quello della cuspide. Dopo la rimozione, ad opera degli austriaci, delle quattro campane in bronzo rilevate nelle visite pastorali dei vescovi Grassi e De Filippi, sono state rifuse tre campane in bronzo dalla Premiata Fonderia Daciano Colbachini e Figli di Padova: la grande, che ha come principale un Fa#3 (massa 670 kg e diametro 104,7 cm)*, e la media, che ha come principale un Sol#3 (massa 450 kg e diametro 91,6 cm)* sono state fuse nel 1919 con materiale proveniente da cannoni austriaci; la piccola è stata rifusa successivamente,  nel 1926, ed ha come principale  un La#3

(massa 320 kg e diametro 81,7 cm)*. Dopo l'elettrificazione del sistema di oscillazione, avvenuta negli anni 70 del XX secolo, le campane suonano a slancio friulano e oscillano con una frequenza di circa 2 Hz. Da studi recenti** è stato scoperto che la struttura ha una frequenza fondamentale situata intorno a circa 1 Hz; in questo modo l'oscillazione di ogni campana singola entra in risonanza con la struttura alla prima armonica, causandone l'oscillazione di ampiezza pari a circa 5 cm. La risonanza sembra, invece, distrutta quando ad oscillare sono due o più campane insieme. Sempre questa serie di misurazioni** ha verificato una pendenza del campanile di 1,4° rispetto alla verticale in direzione sud-est. Grazie al rifacimento delle scale è oggi possibile visitare il campanile: le visite guidate si svolgono prevalentemente nel periodo estivo; per conoscere gli orari o chiedere informazioni riguardo alle visite è possibile inviare una mail dalla pagina contatti. Si consigliano inoltre le foto e i video sul campanile, visitabili dalla pagina della galleria multimediale.

(*) Dati: Flavio Zambotto 2008.
(**) Dati del dott. Giordano Teza 2011/2012.