Testimonianze di alcuni caorlotti

racconti della storica processione in mare

 
 

  

 

 

  

Intervista a Giovanni Marchesan "Nani Gata" 74 anni, classe 1941

 

Ci puoi dire un ricordo personale della prima festa della Madonna?

“La prima festa che io mi ricordo è quella dove la nostra madonnina è stata trasportata in una specie di zattera e veniva trainata dai primi pescherecci a motore e le altre barche seguivano a vela. Sopra alla zattera c’era un burcio, una specie di arco, e sotto c’era il simulacro della nostra Madonnina. Quella processione fu presieduta dal Patriarca Carlo Agostini. L’unica cosa che mi è rimasta impressa, da quando ero piccolo, è che portavano fuori dal Santuario la Madonna e questo era un evento eccezionale. Infatti ella non usciva mai dalla sua casa e, nelle poche volte che veniva portata fuori, si faceva festa; era una cosa diversa dal normale. Quando ero giovane in famiglia la vivevamo come un momento importante e anche adesso tocca tutti i famigliari. Al momento sembra una cosa esagerata, ma poi questa grande festa tocca e coinvolge tutti, anche quelli più scettici. Infatti, visto che tutti i caorlotti vanno nella stessa direzione, anche quelli che non credono si uniscono e partecipano alla grande festa con grande gioia.”

Com’è stato vissuto il periodo di passaggio tra Bissona e Caorlina?

“All’inizio facevamo la processione in mare con un bragozzo trainato dai primi motopescherecci. In seguito ci venne prestata una barca da parata veneziana perché Venezia era in debito con i pescatori di Caorle. Infatti l’amministrazione comunale di Venezia doveva prestare una barca da parata a Trieste o a Grado, ma durante il traino persero la grande barca a causa di un forte temporale. Durante la notte un motopeschereccio di Caorle, intento nella pesca, la vide e la recuperò portandola in porto. Successivamente si venne a scoprire che essa apparteneva a Venezia e quindi gliela restituirono. Quando si fa un recupero in mare spetta il 30% del valore dell’imbarcazione trovata. I pescatori che la ritrovarono non vollero nessuna ricompensa in denaro, ma decisero che la bissona venisse prestata ogni cinque anni per la storica processione in mare. L’amministrazione veneziana prestò la barca per 3/4 volte, ma alla quinta non lo fece: era il 1995. Infatti quell’anno abbiamo fatto la processione utilizzando il bragozzo “Isabella” per imbarcare la nostra Madonnina. Il popolo di Caorle era arrabbiato con l’amministrazione comunale di Venezia e così abbiamo deciso di raccogliere alcuni fondi in denaro per costruire una barca tutta nostra: la Caorlina. L’anno successivo, 1996, la nostra barca era già pronta e quando l’abbiamo portata in Rio abbiamo festeggiato così da raccogliere altri fondi per pagare il rimanente costo della Caorlina. Nell’anno del giubileo (2000) abbiamo utilizzato la nostra barca per portare la madonnina in processione per mare. Il comune di Caorle volle farci partecipare alla regata storica di Venezia con la nostra imbarcazione a 24 remi e così facemmo. Ora la Caorlina viene ormeggiata in Rio però durante il corso di attesa la facciamo riposare sotto un capannone nel cantiere navale.”



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